Jbay.Zone intervista: FRA! – la Doodle Art incontra il SUP!

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Primo a realizzare un SUP artistico, con la sua arte crea mondi equilibrati in cui tutti hanno il loro spazio. Dopo aver realizzato il disegno più grande del mondo, ora sogna di decorare a mano un aereo. Scopriamo il più celebre artista italiano di Doodle Art

Il SUP per me è evasione, ricerca di equilibrio, libertà”.
A parlare è Francesco Caporale, in arte Fra! Trentatre anni, calabrese di origine, ma milanese di adozione, è lui il primo artista che ha realizzato una tavola artistica per JBay.zone. E non si è limitato a decorarla, ma l’ha usata prima di tutti!

Solare, sorridente, espressivo, Fra è uno dei più importanti artisti nel mondo della Doodle Art che con la sua arte è entrato nel Guinness World Record realizzando ad Altomonte, il paese in cui è nato, il più grande disegno del mondo.

Incontrarlo nel suo studio di Milano è stata l’occasione per farsi raccontare le tappe del suo percorso artistico e scoprire come un ragazzo, attraverso i suoi disegni, possa contribuire a creare un mondo migliore. Un mondo che, come racconta lui stesso, ha molti punti di contatto con il SUP e la sua cultura.
Quello che mi piace di questo sport è che per essere praticato richiede una serie di azioni preliminari. E’ un’attività ricca di intenzionalità: devi prendere il tuo zaino, trasportarlo fino alla macchina, viaggiare, e arrivato a destinazione, gonfiarlo; ma la soddisfazione che provi ogni volta che entri in acqua ti ripaga di tutte queste, chiamiamole, fatiche”. E poi aggiunge, “Arrivi a goderti ancora di più la pagaiata perché te la sei guadagnata: hai scelto di essere libero sull’acqua!“.

Il SUP come stile di vita

Il SUP per lui è anche un modo di vivere, come ci spiega: “Ho sempre associato la pratica del SUP a una sfida, e di fatto lo è. Uscire in tavola, magari soli e arrivare al centro di un lago, lo trovo un modo di mettersi alla prova ma anche un momento di consapevolezza. Ed è proprio questo senso di libertà che ho voluto disegnare sulla tavola artistica”.
Quando mi è stata proposta la realizzazione di un SUP artistico, ho pensato: ‘Che figo!’ Ricordo bene quel periodo. Ero a casa da solo, e il linguaggio che usai, rispecchiava anche un mio momento di ricerca interiore”.

Un’opera da scoprire un pezzo alla volta

Il risultato è evidente: il SUP Fra! cattura l’attenzione, ma non solo, osservando questa tavola artistica si viene catapultati in un’altra dimensione. Un effetto voluto, come ci spiega Fra: “Il team di JBay.zone mi ha fatto sentire libero di esprimermi. Hanno avuto fiducia in me. Sul SUP ho mostrato una fuga dalla città, con i palazzi piccolini in lontananza e la natura che pian piano fa capolino e diventa sempre più importante. Si vedono i miei personaggi che sono sì tutti insieme, ma in realtà ognuno di quegli omini si sta godendo il suo momento. E questo, credo sia quello che ognuno prova quando esce in SUP anche con gli amici: alla fine sulla tavola sei da solo, a contatto con le tue sensazioni, anche se sei in gruppo”.

Parlando di equilibrio, un tema che si lega molto al mondo del SUP, Fra continua: “L’opera che ha preso forma sulla tavola ha un’armonia visuale ricercata. Tanto che se la osservi non ti fermi su un singolo punto, ma sei portato a scoprirla un pezzo alla volta”. E così, lasciando scorrere lo sguardo sulla tavola, come in un’escursione in cui si scoprono i dettagli del paesaggio, si entra pian piano nell’opera.
Questa varietà è il mio modo di comunicare che ogni piccola cosa è importante nella vita, e per questo attraverso i disegni l’attenzione viene via via rapita dai dettagli”.

Ognuno è libero di osservarla dal suo punto di vista.

Non c’è un percorso di lettura prestabilito con cui la devi osservare, per ognuno l’esperienza sarà diversa. Ho voluto far emergere che ogni persona è unica e così su questa tavola c’è la possibilità che tu trovi il tuo pezzo di mondo con il tuo percorso di lettura”. E restando sul tema sottolinea,
A me piace l’idea di riuscire a disegnare dei mondi giusti. Il mio concetto di equilibrio nelle illustrazioni è il modo in cui provo a rendere questo sogno reale. Creo spazi in cui ogni cosa e ogni persona hanno il giusto spazio senza che le cose si invadano o si sovrappongono”.

Una tavola da vivere!

Nel progettare la tavola artistica ha usato un approccio al lavoro differente, che l’ha portato a lavorare subito in digitale, senza usare prima la carta per fare un bozzetto. E così in una settimana ha concluso il progetto che poi ha preso vita e la forma di un SUP. Dal digitale al reale.
La cosa più bella è stata quando l’ho vista dal vivo ma soprattutto salirci e andare in acqua. L’ho usata tantissimo al lago!”. Oggi è possibile rivivere  quei momenti, la genesi e la realizzazione della tavola  guardando il video promozionale su Youtube.

Scopriamo il mondo di Fra!

Il SUP artistico Fra Limited Edition! ci ha permesso di aprire le porte del suo laboratorio, perché a lui più che artista piace definirsi un artigiano. Per conoscerlo meglio gli abbiamo chiesto di mettersi alla prova, raccontando chi è in meno di un minuto.
Sono nato in Calabria ad Altomonte, e mi sono trasferito a Milano per studiare grafica pubblicitaria e direzione artistica alla Naba. Dopo la laurea, pronto per entrare nel mondo del lavoro, mi hanno rubato il computer, ho perso tutto, tutti i miei lavori, il mio portfolio… Passai un momento di grande sconforto, ma poi pensai, mi hanno portato via tutto, ma non la fantasia ed è il motivo per cui ho iniziato a disegnare a mano libera, a riempire fogli. Se guardo indietro, quel furto è stata l’occasione di trovare la mia forma di espressione fuori dagli schemi…”. “Così, prosegue, scarabocchiando a caso, come mi piace ricordare quando ripenso a quei momenti, ho scoperto la Doodle Art”.

Doodle Art, l’arte dello scarabocchio

Per chi non conoscesse la Doodle Art, Fra la spiega in questo modo: “Letteralmente è l’arte dello scarabocchio. Ma il nome deriva dal tedesco dudel o dödel che significa “perdere tempo”.
Siamo tutti artisti, ci tiene a dire Fra: “Molte persone al telefono, non lo sanno, non stanno scarabocchiando ma stanno facendo Doodle Art mentre parlano e fanno dei disegni su un foglietto o riempiono i quadratini. Riempire uno spazio con inchiostro indelebile, senza poter cancellare e magari senza un fine, questo è un modo di fare Doodle Art. Una pratica che si avvicina molto ad alcuni esercizi di scrittura basati sul flusso di coscienza”.

La scoperta del suo linguaggio

Più che una scoperta, la Doodle Art fu una rivelazione per Fra, che, senza saperlo, aveva trovato il suo Ikigai. Da quei primi disegni a mano libera trovò il suo linguaggio. Pian piano gli si aprirono le porte di tante realtà. Ma prima di parlare di oggi facciamo un passo indietro. “Avevo tanti giocattoli da piccolo, ma colori e fogli da disegno li preferivo, così è nata quella passione che dopo il liceo mi ha spinto a intraprendere grafica pubblicitaria e direzione artistica. Finiti gli studi, senza aver più un portfolio, per via del furto del computer, era difficile proporsi alle agenzie e così, nel frattempo, iniziai a lavorare nel mondo della ristorazione. Non stavo mai fermo, mi piaceva far andare le mani sul foglio e comprai un taccuino e un pennino e iniziai a disegnare anche nelle pause di lavoro al ristorante. Scarabocchiando su quelle pagine, svuotavo la mia testa e riempivo il mio tempo. Mi faceva stare bene”.

La prima grande opera di Fra!

Da passatempo, diventò qualcosa di più e di lì a poco, si accorsero di lui. “Le persone vedendomi al tavolo chino sul mio taccuino iniziarono a incuriosirsi, volevano capire cosa stessi creando, chi ero”. “In quel periodo iniziai a frequentare l’Open uno dei primo coworking nati a Milano. Andavo lì ogni giorno. Fino a quando il direttore di allora, Giorgio Fipaldini, mi notò.
Si appassionò a guardare quello che disegnavo e un giorno mi chiese di osservare lo spazio che avevo intorno e di suggerirgli come migliorarlo, e gli parlai dei miei disegni, della pazienza e della cura che mettevo nel realizzarli. Sarebbero stati loro, per me, a rendere speciale quello spazio
”.
Il primo passo era fatto, come ci racconta. “Il direttore, ebbe fiducia in me. Mi propose di fare un progetto proprio lì nel coworking davanti a tutti, non mentre il locale era chiuso. Durò un mese. Questo mi diede una grande spinta, anche a livello di ‘meccanica’ nel fare le cose”.
C’erano un sacco di contaminazioni in quell’ambiente e questo mi stimolava. Le mie illustrazioni piacevano a persone diverse”.

 

Circondato da tanti sguardi curiosi la sua arte prese forma. “Realizzai la mia prima grande opera su un pannello di quattro metri e misi le basi del mio stile di comunicazione. Una volta conclusa l’opera, decidemmo che ognuno avrebbe potuto comprarne un pezzo! E facemmo un’asta. Non rimase un solo pezzo, quindi oggi il mio primo lavoro è sparso in tante case diverse. Incredibile!”.

E ora chiamatemi Fra!

In quel periodo nacque anche il mio nome d’arte, Fra! che sta per Francesco ma anche per fratello, come si usa dire a Milano”.

Quello che imparò da quell’esperienza è che voleva mettere la sua arte al servizio degli altri: creare qualcosa di utile.
La mia espressione artistica è legata al design. Quello che faccio deve avere uno scopo, che sia decorativo o comunicativo. Sento di voler dare ogni volta una direzione precisa. E’ una questione di equilibrio. Ed è il motivo per cui, dietro a ogni creazione c’è, anche se forse non lo si penserebbe, molta progettazione dietro”.

La mia arte è per tutti

Quello che poi ha fatto crescere Fra è stato iniziare a lavorare con noti brand, che gli hanno dato la possibilità di applicare in modi sempre diversi la sua arte, ma come ci tiene a sottolineare. “Fra! è e resta per tutti. Io realizzo mega campagne pubblicitarie per le aziende, ma anche piccole opere per i privati”.

Chi si affida alla sua creatività oggi non riceve solo un’illustrazione. “Se all’inizio la mia arte era il mio biglietto da visita, negli ultimi anni la molla creativa arriva dal progetto che devo realizzare. E così accade che nei primi incontri le aziende hanno già delle idee su quello che vorrebbero fare, avendo visto i miei lavori. Nel frattempo io ho studiato chi sono, la loro storia, quindi quando arriviamo all’incontro è come se già ci conoscessimo e da lì, dopo la fase di raccolta delle idee, inizia la fase di progettazione e di creazione. Quello che voglio precisare è che il mio approccio è lo stesso con tutti i brand, che siano piccoli o grandi”.

Una linea, il bianco e il nero

Il suo tratto, originale e magnetico, ha una matrice legata alla Pop Art, ma in realtà Fra precisa che è un codice artistico molto personale. “In un mondo in cui siamo bombardati da stimoli, sviluppare un proprio linguaggio e portarlo avanti se ti guardi in giro troppo diventa impossibile. La cultura Pop è quella da cui ho preso più spunti: ho un segno molto veloce, un tratto semplice che è comprensibile a tutti. Ed è economico, perché bastano una linea e due colori:il bianco e il nero, che è colore del carbone, il colore di tutti, il colore della matita di grafite, della penna che non manca mai su una scrivania”.

Gli omini che stanno ovunque

Poi parlando delle sue figure, prosegue dicendo: “Sicuramente i disegni di Keith Haring mi hanno ispirato, però i miei personaggi non sono nati per emulazione, ma da una mia esigenza: quelle forme stilizzate mi permettevano di esprimermi facilmente. I miei omini, se li guardi, prendono le forme da una lettera A in stampatello maiuscolo e stanno bene ovunque, da un accessori, a un capo di abbigliamento. Per le loro dimensioni trovano poi posto su qualsiasi superficie e la rendono viva”.

Il Guinness world record  e la campagna Vodafone Happy

In questi dieci anni oltre ai SUP ha personalizzato di tutto, agende, joypad, manifesti pubblicitari, cataloghi, auto, scarpe, supermercati, campagne pubblicitarie, piscine, vele, accessori, abbigliamento e quando gli chiediamo qual è quello che gli è rimasto più nel cuore, risponde così: “Più che gli oggetti quello che mi ha dato maggior soddisfazione, ancora oggi, è aver realizzato il più grande disegno del mondo nella piazza centrale del mio paese natale Altomonte in Calabria, se si può riempire un foglio piccolo, perchè non riempire una piazza e con quell’opera sono entrato nel Guinness World record (Potete vedere su Youtube il documentario dell’impresa di Fra!). Un’altra grande soddisfazione è stata lavorare per la campagna premi Happy di Vodafone dal 2022, un’operazione che mi ha richiesto tantissimo impegno, in cui dietro c’era un team di 80 persone con cui coordinarsi e per cui ha realizzato la grafica che contraddistingue il sito, l’app e le comunicazioni. Per loro è stato un nuovo modo di comunicare fuori dai soliti schemi e per me, da quest’anno il modo di riunire diversi miei clienti in un unico progetto. Per la nuova campagna Happy, Vodafone ha, infatti, deciso di mettere tra i premi che si possono vincere alcuni oggetti che ho realizzato in edizione limitata e c’è anche il SUP artistico Fra! in palio!”.

Il sogno decorare a mano un aereo

Prima di salutarci, gli chiediamo quale sarà la sua prossima sfida. “Mi piacciono le sfide, anche fisiche e per questo vorrei decorare un aereo, e vorrei farlo a mano! Un altro sogno è riuscire a personalizzare tutti gli oggetti esistenti!”.
E vista la sua energia e determinazione è molto probabile che ci riuscirà!. “Mi piace lavorare, far andare le mani, essere produttivo mi fa sentire vivo!”.



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