Jbay.Zone intervista: D13ego – Da trader a Urban Pop Artist, il percorso di un creativo non convenzionale

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Artista nato, seguendo la sua passione ha saputo unire il mondo della finanza con quello dell’arte creando la Urban Pop. Dalle prime pennellate, fino alla decisione di seguire il suo Ikigai, D13ego ci racconta di sé, della sua visione dell’arte, e del processo di creazione del suo primo SUP artistico per Jbay.Zone

Da trader ad artista. Un percorso insolito quello che ha affrontato Diego, D13ego che fra le sue opere realizzate oggi può contare anche un SUP artistico.
Una tavola che fa parte della serie speciale di JBay.Zone su cui ha portato ed espresso la sua creatività mescolando il mondo della finanza a quello dell’arte. Diego ha saputo vedere i punti di contatto, ma di fatto è stato lui stesso a crearli negli anni come ci racconta quando lo incontriamo.
Sono nato artista, perché nonostante tutte quelle che io chiamo distrazioni, la scuola, l’università e i lavori che ho svolto, la necessità di esprimere la mia creatività ha permeato la mia intera esistenza”.

Un artista nato e convinto

Mia mamma conserva ancora il primo disegno: il ritratto di un marinaio che feci a tre anni. Ricordo ancora la sua reazione quando lo vide. Quello fu solo l’inizio. A cinque anni avevo chiaro in testa che nella mia vita sarei diventato un artista. Era un sogno da bambino penserete, e invece no, con il passare degli anni non ho mai smesso di ascoltare quella voce dentro di me che mi ha portato a diventarlo davvero un artista”.

Per questo oggi che ha un figlio dedica tanto tempo a insegnargli a sviluppare la curiosità, a creare qualcosa con le sue mani: “Vorrei aiutarlo a far scoccare quella scintilla che da piccolo accese in me la creatività, che non si è mai più spinta”.

Ho seguito il mio Ikigai

Proseguendo il viaggio nella sua vita ci racconta: “A dodici anni, cominciai a fare ritratti su commissione. A quindici disegnavo fumetti, a diciassette iniziai a creare i miei primi graffiti. Al mio percorso artistico nel tempo ho affiancato gli studi di matematica ed economia, che conclusi con successo e mi portarono, dopo la laurea, a lavorare a Londra come trader in una banca d’investimento”.

Ma era davvero quello che voleva? Forse no…

“Dopo tanti anni nel settore del trading un giorno mi chiesi se stavo seguendo la mia strada, il mio Ikigai. Diedi una risposta a quelle domande poco prima di compiere quarant’anni. Fu in quel momento che decisi di lasciare il mondo della finanza e del trading, in cui finora avevo lavorato con soddisfazione, per dedicarmi solo all’arte. Diedi le dimissioni e iniziai a concentrarmi solo sulla mia produzione artistica senza rinnegare il mio passato. Anzi il mondo del trading negli anni non solo mi ha permesso di sviluppare una grande esperienza nel business, ma mi anche fornito quelli che io chiamo gli ingredienti della mia creatività e cosa non da poco un pubblico di riferimento; oggi infatti mi contattano molti collezionisti che provengono dal mondo della finanza”.

Oltre al trading, le contaminazioni della Pop-Art

Se è vero che l’ambiente finanziario influenza l’opera di D13ego nella sua formazione artistica c’è anche molto altro, come ci spiega: “All’inizio ero attratto da tutti i fumetti italiani. Poi ci fu la scoperta degli artisti Pop degli anni 50-60. Penso a Roy Lichtenstein, Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat, e a Mimmo Rotella sopra tutti. E infine della Street Art con le sue varie espressioni”. E aggiunge: “Ho sempre avuto anche un approccio imprenditoriale al mondo dell’arte, per questo sono sempre stato interessato anche al modello di business degli artisti di successo. Sapersi muovere con dimestichezza in questo mondo è fondamentale per la longevità della mia professione”.

Urban Pop: un’arte viva

Parlando della sua arte, D13ego la definisce così: “Il mio stile lo chiamo ‘Urban Pop’ ed è una sorta di Pop Art moderna che trova la sua espressione più appropriata sui muri di una città come Londra che non in una casa di campagna. In sostanza dipingo graffiti su tela”.

La sua arte è visiva e viva. “Mi piace sentirmi libero di sperimentare e cambiare, sono in continua evoluzione. Non è quello che piace ai collezionisti forse, ma piace a me e questa è la cosa più importante”.

Tornando all’evoluzione del suo stile ci racconta: “Da piccolo ero molto attratto dalle linee sinuose dei fumetti dipinti a pennello, piuttosto che a pennino. Mentre da adolescente rimasi infatuato dai graffiti francesi, quelli americani erano troppo inaccessibili all’epoca. Ho cominciato così a dipingere sui muri trovando via via la mia forma artistica. Poi nel tempo ho combinato e mescolato le skills imparate da ragazzo e oggi continuo ad aggiungere al mio ‘repertorio’ nuove idee attraverso tante sperimentazioni”.

Il risveglio

Mattino, pomeriggio o sera? La scintilla creativa per D13ego arriva con il nuovo giorno, come ci racconta: “Immagino i miei quadri all’alba, in quei brevi momenti che intercorrono tra il sonno e il risveglio. Penso sia il momento in cui la mia mente creativa e quella razionale si abbracciano. Da lì inizia il processo che mi porta a pensare come metterli su tela, mentre nella mia testa sono già finiti”.
E anche per il SUP realizzato per JBAY.Zone è stata la stessa cosa, ma aggiunge: “Nel tempo ho realizzato grafiche per sneakers, snowboards, motociclette, ma non avevo mai lavorato su un SUP. Quando mi hanno contattato mi sono sentito al tempo stesso onorato ed eccitato! Ci sono milioni di artisti nel mondo ed essere io quello scelto mi riempie, ancora oggi dopo un decennio di attività professionale, di tantissimo orgoglio”. E poi precisa: “Ultimamente lavoro spesso con clienti anglosassoni che hanno un modo di fare diciamo un po’ freddo, con loro invece mi sono trovato benissimo. E fin dall’inizio ho sentito il gruppo di JBAY.Zone come una famiglia, gentile e molto professionale”.

Il suo primo SUP

Arrivando alla sua tavola, D13ego ci racconta cosa ha voluto trasmettere con la sua opera: “Ho voluto esprimere la mia visione del concetto di fortuna, legandolo al fatto che il nostro futuro è quasi sempre una conseguenza di quello che facciamo oggi. Ognuno di noi si è ritrovato ad un certo punto della propria vita a fare i conti con la ‘sua fortuna’. E questo messaggio ho pensato si potesse esprimere bene su una tavola pensata per affrontare nuove avventure ed esperienze sull’acqua invitando magari alla riflessione in un momento particolare della sua escursione chi pagaia sul mio SUP. Ho pensato che la mia tavola potesse parlare mentre naviga a chi la conduce e in piedi osserva la mia opera”.

Come si realizza un SUP Artistico

Per realizzarla, ci spiega, ha utilizzato strumenti digitali:
Di solito parto da un disegno che eseguo con spray-paint e stensil, per questa tavola invece ho usato la tavoletta grafica e il motivo è semplice, in primis la distanza, visto che vivo a Londra e secondo la necessità di riprodurre l’immagine diverse volte. Infine, la rapidità con cui avrei potuto mandare il file esecutivo. Per farvi capire, oltre a lavorare su una dimensione insolita, come quella di una tavola da SUP, rispetto a lavorare sulla tela il digitale mi ha permesso di ridurre i tempi a una settimana, mentre su una tela ci sarebbe voluto circa un mese di lavoro”.

 

Ora che la tavola da SUP ha preso forma D13ego ci confessa che in realtà non ha ancora avuto modo di farsi una pagaiata.
E il motivo è chiaro: “Non vedo l’ora di salirci, ma da quando sono diventato papà non ho più tempo libero. Spero che tra un paio d’anni sarò in grado di potermela godere, magari proprio in compagnia di mio figlio! Anche se, ci confida, tra qualche giorno diventerò ancora papà e quindi mi sa che dovrò aspettare ancora un po’ a meno di… portarli con me, ecco forse ho trovato la soluzione!”.

Il mondo di D13ego

Per avvicinarsi all’arte di D13ego ci sono tanti modi. Oggi le sue opere sono esposte in diverse gallerie e locali in Inghilterra e spesso è chiamato a partecipare a mostre ed exhibitions tra a Londra e New York.
La sua arte è visibile anche online sul sito d13ego.com
e su Instagram D13ego.art.



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